La decisione del presidente del consiglio e di Guido Bertolaso, di spostare il G8 da La Maddalena a L’Aquila, per alcuni è arrivata in maniera del tutto inaspettata; per altri, invece, è solo la conclusione di un lungo tira e molla che vedeva Berlusconi nell’incertezza di realizzare il G8 nell’isola maddalenina. Prima il tentativo di spostarlo a Pratica Di Mare, poi a Napoli. Ora la definitiva decisione di scegliere L’Aquila, una città appena distrutta da un terremoto, allagata dalle continue piogge e violentata dai giornalisti.
In una regione messa a terra da un disastro così immane viene da chiedersi come verrà realizzata una manifestazione di questa portata. L’unico edificio del governo rimasto in piedi è una caserma, luogo ormai occupato dal presidente del consiglio che lo ha eletto a campo base dell’esecutivo in Abruzzo. Se a La Maddalena i lavori sono iniziati un anno e mezzo fa, non si spiega come si possa organizzare, in soli tre mesi, un evento di tali dimensioni come il G8. Innanzitutto ci si pone il problema di dove alloggeranno le delegazioni che tanto hanno avuto da fare per scegliere adeguatamente una base in Sardegna, senza contare gli spostamenti in una città distrutta e con le macerie ancora presenti e, ultimo, ma non meno importante, le scosse di terremoto che sono previste ancora fino a luglio. Le misure di sicurezza che verranno attuate causeranno ulteriore disagio alla città che sarà presa d’assalto da forze armate di varia natura, delegazioni estere, capi di stato super protetti, giornalisti da tutti il mondo, curiosi che non possono mancare mai e dai gruppi di protesta.
Analizziamo ora in che stato si trova La Maddalena. Dopo anni di servitù militari, il G8 era un’occasione unica per risollevare l’economia maddalenina, con relativi vantaggi per tutto il nord Sardegna. Se per anni e anni si è chiesta la realizzazione della Sassari-Olbia, un cimitero di cemento in continua espansione, la sua realizzazione sembrava prossima con il summit internazionale; la nuova strada avrebbe finalmente collegato in maniera idonea le due province, ponendo la parola fine ai numerosi incidenti mortali avvenuti negli ultimi anni. I fondi stanziati sono stati ritirati poco prima delle elezioni regionali e la cosa è diventata di pubblico dominio soltanto dopo. Era quindi da un bel po’ di tempo che Berlusconi intendeva spostare il G8, ma non ne ha fatto parola neanche nell’ultima sua visita a La Maddalena, il 14 aprile, quando ha ringraziato gli operai che stanno effettuando i lavori, avanzando l’unica richiesta di avere “più verde”. Il pensiero va a questo punto alle migliaia di persone coinvolte nel progetto, ai cantieri in lavorazione, al denaro investito in quasi due anni per rendere La Maddalena un posto adeguato al G8.
Com’è possibile, quindi, risparmiare spostando il summit se milioni di euro sono già stati investiti in lavori che probabilmente non verranno portati a termine? Dove sta il risparmio se questi milioni di euro sono già stati utilizzati? In Sardegna si è, purtroppo, abituati ai cantieri aperti per anni; vedere lo stanziamento dei fondi per la sistemazione di strade o, addirittura, per la loro realizzazione, richiede tempi lunghissimi tra decisioni, ripensamenti, cambi d’opinione. Uno dei motivi per cui i lavori a La Maddalena dovrebbero essere conclusi per tempo è il summit mondiale di ottobre sull’ambiente, sempre che anch’esso non venga spostato da un’altra parte!
Cosa succederà dunque al G8? Se gli altri stati accettano (non è vero che gli USA sono d’accordo, stanno ancora decidendo il da farsi) L’Aquila verrà presa d’assalto da un numero tale di persone da non essere in grado di sopportarlo; i nervi dei suoi abitanti verranno messi a dura prova (se non lo erano abbastanza) a causa delle misure di sicurezza per proteggere i presidenti, impedendo loro di muoversi come piu’ gli aggrada; i manifestanti verranno additati come persone insensibili, abbiette e senza cuore, caratteristica tipica dei comunisti perchè, nientepopòdimenoche, si permettono di invadere una città devastata da un sisma! Agli occhi dell’italiano medio, che ascolta soltanto ciò che dice la televisione, sarà vera e propria violenza gratuita. Peccato che, chi manifesta pacificamente (gente che niente ha a che vedere con i Black Blocks), di solito lo fa con un certo riguardo verso la città che li ospita, anche se si tende a fare di tutta un’erba un fascio quando, fra i pacifisti, si rifugiano gli amanti della violenza a cui nulla importa dell’ideale che spinge gli altri a protestare.
Speriamo che, a questo punto, il G8 porti davvero qualcosa di buono per l’Abruzzo, ma la situazione per la Sardegna non è rosea. In apparenza queste sembrano tante chiacchere inutili per un’isoletta che, in fondo, vive di turismo e per la Gallura, che guadagna dalla movida estiva, ma la realtà è più amara delle apparenze. Le strade nel nord Sardegna sono vecchie e pericolose, inadatte non solo al traffico che le assalta durante l’estate, ma anche per gli abitanti che le affrontano tutto l’anno. Se si spendono milioni di euro per l’alta velocità, si tende a voltare il capo da un’altra parte quando si chiede l’adeguamento di una strada sarda, senza contare che non è possibile evitare le statali prendendo altri mezzi in quanto non esiste una vera e propria rete ferroviaria e, quel poco che rimaneva, è stato eliminato (per lo meno in alcune zone). Le promesse per una Sardegna più vivibile e meno isolata da se stessa sembrano in apparenza disattese, per ora continuiamo a sperare nel summit di ottobre e a vedere come andrà, tentando di aver fiducia nel domani.



Un aiutino: cercate di leggere tutto tutto tutto quello che c'è scritto. In ogni caso, se non siete sardi o, se siete stati in Sardegna, non avete visitato certi luoghi, non potete capire.
!!! Proprio fieri della nostra cultura...
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Rai? Innanzitutto: come sta? Tutto bene? Non ci faccia impensierire, si faccia ogni tanto vedere: se continua di questo passo dovrà dipingersi il cupolone come i Rockets, nella speranza di esser notato in quelle sporadicissime apparizioni televisive che le concedono. Del resto si sa: Ora che il Piazzista delle Libertà se la prende con le Piazze, che la recessione ci sta spiluccando lentamente come uno zombie romeriano, che la bella Amanda Knox ha più spazio mediatico di tutti i Premi Nobel messi insieme, che gliene cala alla gente della Cultura? Qualche illuso, caro Ministro, come me, come Lei, c’è ancora, mi creda? Sa che t’ha pensato il Conte? stia a sentire: Obblighi i dirigenti RAI ad occupare su TUTTE e TRE le reti almeno una sera alla settimana al Cinema. La “c” maiuscola non è un refuso: parlo di perle della più giovane delle Arti, non di limacciose fiction, o di Bignamini in forma di biografia (a proposito, le vietiam per legge le biografie televisive?)…L’Archivio RAI ha dei tesori che rischian di far la fine di Atlantide: sepolti, rimossi, dimenticati…Ci pensa che bello, fare delle “Retrospettive”, come ai tempi eroici di Claudio G. Fava e di Vieri Razzini (sempre sia lodato)??? Eh, ci pensa che bello se gli italiani di oggi, potessero vedere di cosa erano capaci i Nostri Maestri? Un esempio: perché non far un bella Retrospettiva (su Rai Tre, glielo concedo) IN PRIMA SERATA sull’epoca in cui “osava”: qualche esempio?